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Club Med pronto a ripartire per la stagione estiva in Italia, con riaperture da fine giugno

Da settant’anni il suo nome e il suo simbolo (il tridente di Nettuno) sono l’evocazione di vacanza, un’avventura iniziata sulle coste del Mediterraneo, e finita col fare il giro del mondo, toccando sempre mete esotiche, affascinanti, prima di allora solitamente irraggiungibili: da Ixtapa a Columbus Isle, da Turquoise a Phuket.

Dal 2016, Club Med Italia è guidato dal CEO e amministratore delegato Arnaldo Aiolfi, un manager cresciuto “all’interno”, che in un’intervista a “IlSussidiario.net”, racconta come la multinazionale abbia già dovuto affrontare crisi come l’epidemia da Sars, quella dell’aviaria, lo tsunami, l’eruzione del vulcano islandese, ecc. E Club Med è sempre riuscita ad “uscire da tutte le emergenze trascorse, più forti di prima”.

Fin da quando è scoppiata la pandemia l’unico obiettivo dell’azienda è stata la sicurezza dei clienti e del personale. Ma adesso si pensa a ripartire.

Ma come ripartirà il Club Med nel post-Covid?

Ripartire nello stesso modo di prima sarebbe un errore, perché questa crisi offre lo spunto per ripensare il turismo in sé. Ci sarà una “nuova normalità”, fatta soprattutto di nuove attenzioni, per sé, per gli altri, per l’ambiente. In questo senso la crisi, e la ripartenza, sono una formidabile opportunità. Bisognerà tornare all’essenziale, restituire al viaggio il suo senso primitivo, la riscoperta dell’ambiente, delle culture locali e delle tradizioni. Dopo il lockdown la vacanza sarà di prossimità, quindi alla riscoperta delle bellezze che ci circondano.

Il Club Med conta di riaprire a fine giugno, nell’osservanza di ogni possibile regola di sicurezza sociale e sanitaria. Il protocollo interno include soprattutto la sanificazione di tutti gli ambienti, più volte al giorno, la riorganizzazione degli spazi comuni, dei punti ristoro, i buffet “serviti”, i servizi in camera. Il tasso di occupazione dei locali sarà molto ridotto, se non dimezzato dalle regole di distanziamento. Bisogna restituire fiducia e certezza di una vacanza sicura e, per questo motivo, la trasparenza e la comunicazione con i clienti sono fondamentali.

Le strutture che sicuramente riapriranno sono i Resort di Cefalù e Pragelato Vialattea, e altre 15 strutture al di là del confine francese. La montagna mai come quest’estate può offrire le distanze, l’allargamento, la salubrità ambientale, tutti requisiti che si davano scontati, ma che oggi sono diventati basilari. Si sta ancora valutando, invece, la riapertura del resort di Kamarina, sempre in Sicilia.

Inoltre, nonostante la crisi sanitaria, non mancano i nuovi progetti: il nuovo resort al Lido di Venezia, l’ampliamento della struttura di Pragelato, con l’aggiunta di cento camere, Sansicario, in Piemonte, e altre possibilità sono in fase di valutazione.

Prevediamo buone notizie nei prossimi mesi.